Tre anni di Campi Aperti al Pratello: una festa per rinnovare l’impegno e immaginare il futuro

di Mery De Martino

Oggi sono 3 anni da quando i primi banchi del Mercato Contadino del Pratello sono comparsi in Piazzetta san Rocco. Un Mercato il cui percorso ho seguito da vicino, sostenendolo in tutti i suoi difficili passaggi.

Insieme alla social street abbiamo infatti imbuchettato i questionari lungo tutta la strada e fatto banchetti in zona per rilevare le opinioni e le preferenze di chi lì vive, ultimo step di un precedente e approfondito processo di partecipazione dal basso. Poi abbiamo seguito tutto il lungo e tortuoso percorso successivo: la scelta del giorno, gli allacci, la chiusura al traffico che siamo riusciti a realizzare solo pochi mesi fa dopo un lunghissimo confronto tra quartiere e comune, i bagni a disposizione, lo strumento amministrativo da usare, la riapertura a seguito dei lockdown.

In questo elenco, non esaustivo, ci sono anni di fatiche, di chiamate, di discussioni, di tentativi e di ri-partenze. Come risultato di questo impegno, oggi finalmente abbiamo un mercato contadino pienamente pedonale e con i giusti spazi per poter garantire quella che deve essere la principale funzione del mercato: promuovere la socialità, l’incontro, la sensibilizzazione verso una cultura alimentare diversa, che valorizzi il locale e la produzione biologica.

Basta?

Ovviamente no.

Nelle prossime settimane, per il Mercato del Pratello dovremo assicurarci l’ingresso e l’uscita dei mezzi quando saranno (finalmente) installate tutte le telecamere al posto dei fittoni e poi dovremo lavorare per incentivare ancora di più la socialità. Lo sto dicendo molto in questi giorni di campagna elettorale, ma lo dico da sempre: l’arredo urbano non è estetica, ma elemento principale di inclusività e accoglienza di una città. Dobbiamo pensare a una fontanella, a dei tavoli da predisporre per permettere alle persone di non attraversare semplicemente il mercato ma di potersi anche comodamente fermare, assaggiare i prodotti, prendere un caffè dai tanti bar vicini e goderselo nel centro della piazzetta. Non sarà semplice, come niente di questo percorso lo è stato. Ma sono felice di aver toccato con mano i tanti problemi che i mercati incontrano.

Tra le parole chiave della mia campagna ce ne è anche una che può suonare strana ma nella quale credo molto: “creatività”. Amministrare il quotidiano è importante ma non possiamo limitarci a quello. Per crescere insieme alla comunità dobbiamo essere anche in grado di pensare a nuove soluzioni e nuovi strumenti. Nel documento per la Sovranità Alimentare molte sono già presenti. Dovremo sostenerle e applicarle insieme consapevoli che un’economica solidale e trasformativa non sarà realizzabile in un giorno ma non può che essere il nostro obiettivo finale.

Credo fermamente nel valore e nei principi che stanno alla base dei mercati contadini. Nella necessità di sostenere la produzione locale uscendo dalla logica della concorrenza e permettendo a tutti coloro che ne rispettano i requisiti e i valori di entrarne a far parte. Rendendoli sempre più aperti e accessibili per tutte e tutti, più prossimi alle persone.

Piazzetta San Rocco è la dimostrazione concreta di come un mercato possa anche riqualificare uno spazio pubblico, renderlo più democratico per tutte e tutti, valorizzarne l’aspetto sociale.

Come amministratrici e amministratori dovremo impegnarci per creare le condizioni affinché questi percorsi escano dalla sperimentazione e diventino prassi consolidata in città, lavorando per e nei territori perché progetti come questo possano nascere sempre dal basso e crescere rapidamente.

Alla luce di tutto questo, mi permetto quindi di fare una proposta. Organizziamo nelle prossime settimane una bella Festa durante il mercato del sabato mattina. Per festeggiare certo i 3 anni di mercato, le tante fatiche che ci hanno portato a un risultato straordinario (merito soprattutto degli operatori e delle cittadine e dei cittadini che ci hanno creduto), ma cogliendo anche l’occasione per iniziare a immaginare come migliorarlo ancora, renderlo più accogliente e vissuto dalle persone. Potremmo portarci dei cuscini da casa e consumare i prodotti del mercato e dei vicini esercenti, sedendoci magari proprio lì dove immaginiamo panchine e tavoli per tutti i futuri sabato mattina del nostro mercato!

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