Prossimità è Ambiente

I mesi di lockdown hanno fatto scoprire un bisogno di verde e una voglia di mettersi in cammino che, come vediamo in modo lampante, ha creato nuove abitudini e nuovi bisogni.

Nei punti più trafficati della città e negli snodi cruciali può essere importante organizzare servizi di trasporto pubblico e collegamento a zero emissioni (ad esempio una navetta verde e nuove ciclabili che puntino a collegare tutti i parchi cittadini) e inserire una nuova segnaletica tattica che incentivi l’uso dei mezzi non inquinanti e spieghi le prossimità di aree verdi vicine. A Milano lo si è fatto con ottimi risultati.

Le zone collinari che occupano una porzione consistente del territorio devono essere rese maggiormente fruibili e sicure per pedoni e per chi predilige la mobilità dolce.

In generale la qualità della vita di ogni zona della città dovrebbe essere valutata in base alla distanza di percorrenza tra ogni abitazione e l’area verde più vicina.

Altri criteri dovrebbero concentrarsi su l’accessibilità dell’area, le potenzialità e la cura quotidiana.

Alcune aree verdi, preventivamente individuate e comunicate, dovrebbero essere accessibili anche ai cani liberi dal guinzaglio sotto la piena sorveglianza e responsabilità dei proprietari. Definire alcune aree verdi, o in alternativa alcune fasce orarie, in cui permettere ai cani di stare liberi ed esplorare un ambiente ampio e privo di recinzioni.

Una città che ha tra le sue Prossimità quella ambientale deve continuare a investire nel riciclo dei rifiuti e puntare su una rivoluzione culturale che ci porti a preferire prodotti durevoli nel tempo e meno impattanti per l’ambiente.

In questa ottica è importante:

creare una filiera strutturata che coinvolga gli attori economici e gli operatori che gestiscono il trattamento dei rifiuti per creare finalmente anche a Bologna un circuito virtuoso di vuoto a rendere per i contenitori in vetro.

– Supportare sempre più esperienze virtuose come Pratello plastic free e Bologna plastic free, in coordinamento con la strategia Plastic Free della Regione Emilia-Romagna, che ha visto l’adesione di molti commercianti, creando una buona rete di lavoro congiunto che ha portato ad una concreta diminuzione dell’uso della plastica.

– Incentivare e aiutare concretamente operatori artigiani e negozi di vicinato a innovarsi ed essere competitivi.

Sensibilizzare e far conoscere alla cittadinanza tutte le forme di riutilizzo degli oggetti, i cicli di riparazione, le tecniche e i luoghi in cui vengono prodotti beni a basso impatto ambientale.

Per i turisti il Comune potrebbe anche lanciare campagne informative ad hoc, ad esempio una mappa completa della città a disposizione in tutte le strutture ospitanti che indichi, in particolare, le aree verdi, i collegamenti pubblici, la presenza di fontanelle, punti di car o bike sharing al fine di stimolare comportamenti sostenibili.

L’ambiente passa anche dall’alimentazione e dal supporto alle attività agricole locali.

Ci siamo impegnati in prima persona per la realizzazione del mercato contadino in Piazza San Rocco e la recente pedonalizzazione mirata a valorizzarne ancora di più l’aspetto sociale e culturale. Ogni zona dovrebbe avere il suo Mercato contadino la cui offerta e cadenza dovrebbero essere stabilite di concerto con le comunità locali, rilevandone bisogni e aspettative.

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