Prossimità è cultura del gioco, creatività, crescita

È necessario diffondere sempre più una cultura del gioco diffuso.

Creare zone cittadine più accoglienti per bambine e bambini significa farlo per tutte le generazioni. Il primo banco di prova sarà come l’amministrazione accompagnerà l’applicazione del nuovo regolamento condominiale che finalmente vieta di vietare il gioco alle bambine e ai bambini nei cortili condominiali.

Le scuole e le aree scolastiche, grazie alla loro capillarità, possono diventare luogo di incontro in orari extrascolastici, affidando in gestione a realtà del territorio le aree cortilive delle scuole, qualificandole e incentivandone accoglienza ed inclusività.

Serve, inoltre, un maggiore investimento di risorse per la riqualificazione complessiva di tutte le aree scolastiche esterne che spesso non sono in sicurezza.

Nelle aree gioco dei parchi pubblici servono giochi innovativi, sul modello berlinese, capaci anche di qualificare l’arredo urbano facendo uso di materiali naturali, durevoli e a impatto zero. Fontane a raso, corde, pareti per le arrampicate, isole di sabbia accessibili a tutti dovrebbero invadere la città.

Ogni spiazzo, ogni non-luogo della città, può diventare spazio di gioco e incontro con un po’ di immaginazione. È necessario costruire insieme spazi urbani dedicati a bambini e adolescenti e proporre attività non formali in collaborazione con associazioni e cooperative che ne stimolino la crescita e la creatività e che siano economicamente accessibili.

Nelle scuole è necessario creare sportelli in sinergia tra docenti e istituzioni pubbliche per dare supporto ai genitori e contrastare sul nascere la dispersione scolastica- dovuta anche a scelte sbagliate del percorso di studi- e il disagio giovanile.

Occorre riservare momenti specifici nei musei e nelle biblioteche per le classi degli adolescenti, si devono integrare i servizi di aiuto compiti, educative di strada e servizi di aggancio scolastico in modo che ogni famiglia abbia una sorta di tutor di riferimento e orientamento.

Gli istituti professionali sono nodi cruciali dell’intervento: impossibile pensare che si possa continuare a mantenere una tripartizione delle Scuole superiori così articolata e al contempo inserire tante fragilità in classi numerose e difficili.

La valorizzazione degli educatori (spesso precari) diventa imprescindibile: sono spesso i conoscitori più profondi dei territori e delle difficoltà più quotidiane.

Bandi e Finanziamenti: coordinare meglio e con anticipo l’uscita dei bandi destinati ai progetti nelle e per le scuole, in coerenza con la loro programmazione didattica e con le scadenze dell’anno scolastico e integrando i nuovi percorsi progettuali con le risorse già presenti sul territorio (musei, accademie, sedi di associazioni ecc.). per potenziare percorsi educativi non formali.

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