Prossimità è accoglienza diffusa

Una città accogliente è quella che non nasconde la povertà e le situazioni di disagio di chi vive in strada o in condizioni precarie, ma le mette al centro cercando soluzioni condivise e lavorando a stretto contatto con i servizi sociali.

È quella che non cerca di far apparire la città più sicura, spostando la povertà. Soluzioni di reinserimento, riattivazione e accoglienza diffusa devono essere la priorità.

Le soluzioni abitative devono essere differenziate, accessibili a tutte e tutti, multiculturali e intergenerazionali. Per questo devono essere progettate ascoltando prioritariamente i bisogni di chi ci andrà a vivere.

Rafforzare l’autonomia e la creazione di reti sociali solidali investendo in soluzioni abitative nuove e condivise. Esperienze di questo tipo in città esistono già, devono essere incrementate e rese prassi strutturata.

Crediamo sia importante inserire dei laboratori socio-educativi di quartiere dedicati alla comunicazione non violenta e alla gestione delle emozioni e dei conflitti. Aiutare ciascuno a conoscersi e a riconoscere l’altro diventa fondamentale in una città in continua crescita dove esigenze, aspettative e bisogni sono differenti.

La chiusura o rimozione di panchine, fontanelle e servizi igienici rende, inoltre, alcune zone della città poco accoglienti soprattutto per i più fragili, per chi ha problemi di deambulazione e anche per quelle categorie di lavoratori che passano molto tempo fuori ufficio. Si tratta di elementi urbani che restituiscono il grado di civiltà e inclusività di una città.

Serve un investimento maggiore per una rete pubblica di servizi igienici diffusa e funzionale ai tempi di vita di ogni zona.

Serve un piano comunale complessivo e coerente che tenga insieme una rete diffusa di fontanelle pubbliche dell’acqua, partendo dalla riattivazione di quelle già presenti. Le fontanelle sono fondamentali per chi vive la città o si trova di passaggio e ha diritto ad accedere gratuitamente all’acqua pubblica.

È importante individuare luoghi strategici in cui installare nuove casette pubbliche dell’acqua, come quella in via del Pratello per la quale mi sono impegnata in prima persona. Le casette dell’acqua non sono la soluzione a tutti i problemi, ma sono uno strumento importante per incentivare le tante persone che ancora acquistano acqua confezionata.

Una città accogliente è una città in cui parchi, marciapiedi, portici e strade sono maggiormente curati e soprattutto accessibili a tutti senza barriere fisiche. Mappature in tal senso esistono già, occorrono ora investimenti cospicui e mirati.

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